BENVENUTI!

E' uscita la mia prima raccolta di poesie: LE PIUME DEL FATO, Edizioni Del Leone.

Con grande piacere condivido in questo spazio alcune delle poesie della raccolta.

Sono molto gradite impressioni e critiche.

Cari saluti!


Chiara Inesia

domenica 25 gennaio 2009

NOTA CRITICA DI ELISA DAVOGLIO


La poesia di Chiara Inesia Sampaolesi è intrisa di un intimismo ben espresso da quel “diario di un sogno strappato” che costituisce il sottotitolo della raccolta.

Sul filo del ricordo si intrecciano nelle liriche dell'autrice riflessi del passato - una speranza infranta, un “tatto negato” per dirla con le parole della Sampaolesi - che contraddistinguono testi scanditi dall'evocazione di un miraggio, una attesa mai appagata e mai sopita che si rinfocola nei versi di una poesia fortemente incentrata sull'io, protesa a cantarlo anche nella sua inaccessibilità.

Quella di Chiara Inesia Sampaolesi è una scrittura breve, asciutta, lineare ma rotta, scavata dal riverbero di una emozione dolorosa in cui turbina un prepotente desiderio di riscatto e di vita.

“Cocciuta e testarda insisto nel dubbio e nel tarlo non comprendo e non parlo strofe di vita e cammino ma implosa e scomposta rimango a sognare quel tempio e quel tempo d'amore (...)”: l'autrice scandaglia il proprio vissuto per ricomporlo attraverso “il dubbio” e il “tarlo” che mina ogni sua certezza ma le permette di riacciuffarsi con una consapevolezza critica e mite, in cui la forza del proprio percorso è mitigata da una scelta lessicale pudica e raffinata.

Chiara Inesia Sampaolesi utilizza un linguaggio classico, non concede spazio alla sperimentazione e alla ricerca, sottolineando maggiormente nei suoi testi un gusto antico del verso, teso ad affermare, come viene scritto nella quarta di copertina, “la deriva costante e impercettibile del ricordo, trainante alla ricerca del tempo che passa”.


Recensione a cura di Elisa Davoglio
Pubblicata su: Literary nr.1/2009

http://www.literary.it/dati/literary/davoglio_elisa/le_piume_del_fato.html

domenica 18 gennaio 2009

NOTA CRITICA DI LUCIANO NANNI


L’unità di un’opera (e la sua originalità) si misura anche dai supporti tecnici: la poetica della Sampaolesi si avvale di rime, da quella facile a talora martellante (come in Estrema latitanza) a quella tronca o sdrucciola, es. ‘immergono emergono’ (Fili) rima ricca desinenziale. Il taglio generale dei testi è libero, poiché non impone le rime, che nascono invece per logica espressiva. In Lacrime fasulle si ha antanaclasi: ‘avrei potuto amare’ (v. 9) ‘delle mie sofferenze amare’ (v. 14). La cantabilità del verso deriva dalla scelta di un lessico che in più casi si avvicina al ritmo musicale.


Recensione a cura di Luciano Nanni
Pubblicata su: Literary nr.12/2008

http://www.literary.it/dati/literary/nanni/le_piume_del_fato.html

NUVOLA BENEDETTA


Non ti ho mai conosciuto
non ti ho mai vissuto
immagine perfetta e ideale
hai aleggiato come nuvola benedetta
sulla mia realtà innaturale

Impedendomi i tuoi difetti
e le tue imperfezioni
mi hai convinto di un mondo
pieno di fiori e di colori

Ma giorni maledetti
han colato pioggia acida dai tetti
e han stracciato l’immagine ideale
del mio mondo addobbato a carnevale

Maschere illusorie di realtà ingannatorie
han coperto i sensi alle mie antenne captatorie
e incosciente m’hanno lasciata
innanzi alla realtà adombrata

Così sguarnita mi son ritrovata
a sciogliere il bando alla matassa arrotolata
che bollenti inferni e algidi inverni
mi ha fatto annodare e districare
per ritrovarmi dilaniata sulle sponde di quel mare
a scalare, salire, scivolare, guadagnare
l’agognata riva
per riconoscere e imparare
ciò che mai più mi farà sbagliare


Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

lunedì 5 gennaio 2009

NOTA CRITICA di FLAVIA LEPRE


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Recensione a cura di Flavia Lepre
Pubblicata su: Radio Rai nr.12/2008


http://www.literary.it/dati/literary/lepre/le_piume_del_fato.html

giovedì 16 ottobre 2008

RABBIA E VENDETTA


Rabbia e vendetta
e se non fossi io
già ti avrei infilzato
lì giù per quella vetta
a sputare sangue nero
dal tuo cuore intriso di veleno

Che mai amore
ha conosciuto Bacco
per quel tatto sfatto
inetto e rarefatto
hai vomitato putrefascente
fumi e lava incandescente
e a me poi hai ridato
il tuo dolore ingrato

Così ora forte e densa
nella mia rabbia intensa
vorrei solo sparare
l’ultimo fuoco di questo carnevale
per ridurre a pezzi e strisce
il tuo corpo minimo
di lische lisce



Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

Vai al seguente sito per ascoltare le poesie, sotto la voce Attachments clicca sui singoli titoli:
http://sites.google.com/site/lepiumedelfato/

venerdì 3 ottobre 2008

SPAZIO SCONOSCIUTO


Non conosco l’origine del mio dolore
è qualcosa che prende
che prende e va dentro sempre più dentro,
sempre più a fondo nella mente, nelle viscere
perché sei lontano
perché ancora non torni
e mai tornerai

E’ solo un’ossessione
non un sogno da realizzare,
è solo un’illusione
non un pensiero da ipotizzare

Non c’è niente qua di sano
sporcata di questa pece
non so quale muro ancora
andare ad imbrattare
quale destino ancora
da negare

Non sono giorni questi
che avevo creduto tali
non quelle speranze
che forti dentro sentivo naturali

Arrotolarmi nella mia veste
sporca e sudicia
e infruttuosa e sterile
e algida e inanimata,
non questa credenza mi era stata data

Ma con questo devo fare i conti
rapporti contorti di intrugli, magie e artefici
realtà e verità mie e altrui,
qua sola nella mia culla vuota

Su questi sassi
passano ora i mie passi
su questi massi
provo ad arrampicarmi
per non cedere alla tentazione
del vuoto e della nullità

Ma cado, scivolo franando
e la roccia penetra le scaglie nella pelle
e giù più a fondo
trapassa la durezza della mia corazza
ancora troppo fiacca
e arriva a gocciolare il sangue
che trasuda, sgorga
come fonte di vita e più di dolore

Accatastata sotto le macerie
ho solo due possibilità:
arrendermi e lasciare correre lento il tempo
che mi finirà
o riprendere ancora le forze eterne
e rialzarmi e riassettarmi
per un altro colpo, per un’altra asperità

Ma sono stanca
e aspetto allora che il tempo
faccia il suo componimento
e lo esorto in fretta perché
ogni goccia di pioggia che cadrà
mi nutrirà e mi fortificherà
e lui allora non mi potrà più annullare
così come nulla è l’ora scorsa
che passata e previa già non è più scorta
dalle lancette di quel quadrante
e caduta e decaduta si è persa in un solo istante
nell’attimo in cui il tempo ha segnato il nuovo minuto
frammento di uno spazio sconosciuto


Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008

giovedì 25 settembre 2008

RINTOCCHI


Perché il compiuto, il compìto
stordito, tradito e svilito
affonda e sparisce
in quel lago in cui
l’anima
marcisce e finisce passati malati
a inseguire aquiloni alati

Nette fantasie di secoli di anonimie
cesti e fiocchi di fraudolenti balocchi
sfatati e annientati
tolgono succhi di veleno agli occhi
e colano bave di fasulli abbocchi
alla vita, all’anima, all’amore

E mai più quell’errore
batterà rintocchi
di miseria e orrore


Chiara Inesia Sampaolesi, da Le piume del fato, Edizioni Del Leone, 2008